Sesto Calende, la comunità si riunisce per l’energia condivisa

Sesto Calende, 13 ottobre 2025 — La Sala Consiliare del Municipio di Sesto Calende (VA) ha ospitato l’assemblea pubblica dedicata alla presentazione del progetto “Comunità Energetica Rinnovabile di Sesto Calende”, dove cittadini, amministratori e esperti si sono confrontati su un tema sempre più urgente: l’energia come bene comune. L’incontro, promosso dal Comune, affiancato dai rappresentanti di CER in Rete Alfredo Bonetti (presidente di CER in Rete) e Roberto Gregori, esperto di CER, ha acceso i riflettori sulle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), dimostrando che un altro modo di produrre, consumare e condividere energia non solo è possibile, ma è già in cammino.
Energia per tutti: la CER non è un’opzione, è un’opportunità
L’appuntamento delle ore 21:00 — preceduto nel pomeriggio da un focus dedicato alle imprese — ha visto una partecipazione attiva e curiosa. Il messaggio dell’amministrazione è chiaro: la CER non è riservata a pochi, ma è uno strumento per tutti. Famiglie, associazioni, piccoli commercianti, enti locali: chiunque può farne parte, con o senza un impianto fotovoltaico sul tetto.
Alfredo Bonetti (CER in Rete) ha sottolineato come la CER sia un patto di mutualità energetica: chi produce energia in eccesso la mette a disposizione della comunità, chi ne ha bisogno la preleva, in un circolo virtuoso che riduce sprechi, costi e dipendenza dalle fonti fossili.
Come funziona? Semplice, aperto, vantaggioso
Durante la serata, sono stati chiariti i requisiti tecnici e i meccanismi di partecipazione:
Chi può aderire? Tutti: privati cittadini, aziende, enti pubblici, associazioni. L’unico vincolo tecnico è che gli impianti siano connessi alla stessa cabina primaria di distribuzione (alta tensione), con una potenza massima di 1 MW per impianto.
Due tipi di soci: Prosumer: chi possiede un impianto rinnovabile (es. fotovoltaico) e condivide l’energia in eccesso.
Consumatori: chi si iscrive alla CER senza impianto, usufruendo dell’energia condivisa.
Nessun obbligo di installazione: si può entrare in CER anche solo come consumatori, contribuendo comunque alla transizione energetica del territorio.
I numeri del vantaggio: risparmio, incentivi, solidarietà
I benefici della CER non sono solo ambientali, ma anche economici e sociali. Innanzitutto, chi installa un nuovo impianto vede ridursi i costi energetici, alleggerendo la bolletta. In secondo luogo, il GSE premia lo scambio di energia all’interno della comunità con una tariffa incentivante di 1 centesimi al kilowatt scambiato. Ma il vantaggio più sostanzioso è senza dubbio il contributo a fondo perduto del 40% per l’installazione di impianti rinnovabili, finanziati grazie ai 2,2 miliardi di euro del PNRR stanziati dal MASE. A livello sociale, i rappresentanti di CER in Rete hanno evidenziato come il regolamento della CER permette di redistribuire i benefici, rendendo l’energia accessibile anche a chi ha meno risorse.
Roberto Gregori (CER in Rete) ha sottolineato come la CER non sia solo una questione tecnica, ma un progetto di comunità. “Più persone partecipano, più il sistema diventa efficiente e vantaggioso per tutti.“
Il prossimo passo: dalla teoria alla pratica
L’amministrazione comunale e CER in Rete hanno invitato i cittadini a non restate spettatori, ma di prendere parte alla transizione energetica dal basso, costruita insieme, partendo dai territori. Nei prossimi giorni verranno organizzati sportelli informativi e incontri tematici per accompagnare cittadini e imprese nell’adesione.
“Sesto Calende può diventare un modello — ha concluso il sindaco — dimostrando che l’energia pulita e condivisa non è un’utopia, ma una scelta concreta per il nostro futuro.”


