FEDERARE LE CER
A Milano un confronto sul futuro delle Comunità Energetiche e sulla flessibilità della rete

Dalla frammentazione delle singole comunità alla costruzione di un sistema energetico integrato: il 3 novembre, al Grattacielo Pirelli di Milano, istituzioni, università, imprese e operatori del settore si sono confrontati sulle prospettive di federazione delle CER. Al centro dell’incontro, la possibilità di aggregare risorse energetiche, batterie e competenze per partecipare ai nuovi servizi di rete, aumentare l’energia condivisa e generare maggiore valore per i territori.
Come possono le Comunità Energetiche Rinnovabili superare i limiti delle singole configurazioni e diventare protagoniste dell’evoluzione del sistema elettrico? E soprattutto, come possono trasformarsi da strumenti di condivisione dell’energia in soggetti capaci di offrire servizi energetici avanzati?
Sono queste alcune delle domande al centro di «Federare le CER – Flessibilità della rete e nuovi servizi energetici», l’incontro svoltosi il 3 novembre 2026 presso il Grattacielo Pirelli di Milano, sede del Consiglio regionale della Lombardia.
L’iniziativa, promossa da CER IN RETE in collaborazione con IFEC – Italian Forum of Energy Communities, ha rappresentato la prima riunione del Tavolo IFEC dedicato alla federazione delle Comunità Energetiche Rinnovabili, coinvolgendo rappresentanti istituzionali, comunità energetiche, università, imprese e professionisti. A promuovere l’evento sono stati anche il Consiglio della Regione Lombardia, il World Energy Council italiano, e l’Energy Center del Politecnico di Torino.
Il tema di fondo è una trasformazione ormai sempre più necessaria: passare da un insieme di comunità energetiche indipendenti a un ecosistema territoriale capace di coordinare risorse, condividere competenze e partecipare attivamente ai nuovi scenari del mercato energetico.

Superare la frammentazione: la federazione come opportunità
La diffusione delle CER in Italia ha prodotto un panorama estremamente articolato, composto da numerose configurazioni territoriali, ciascuna con le proprie caratteristiche, i propri membri e i propri impianti di produzione.
Questa crescita rappresenta un risultato importante per la transizione energetica, ma pone anche una questione organizzativa: molte comunità, soprattutto quelle di dimensioni più contenute, non dispongono autonomamente delle risorse economiche, delle competenze tecniche e della struttura necessarie per affrontare le nuove opportunità del settore.
La federazione può offrire una risposta a questa difficoltà.
Aggregare più CER significa creare massa critica, mettere in comune competenze e strumenti, sviluppare servizi condivisi e rafforzare la capacità di interlocuzione con istituzioni, operatori energetici e mercati.
Non si tratta di eliminare l’autonomia delle singole comunità, ma di costruire una struttura sovraordinata che ne valorizzi le potenzialità, mantenendo i membri e i territori al centro dei processi decisionali.
L’obiettivo è arrivare a configurazioni più solide sul piano economico e organizzativo, capaci di sviluppare attività che difficilmente una singola CER potrebbe sostenere autonomamente.

Dalla condivisione dell’energia alla flessibilità della rete
Uno dei passaggi più significativi affrontati durante l’incontro ha riguardato l’evoluzione del ruolo delle CER nel sistema elettrico.
Il modello tradizionale delle comunità energetiche si fonda sulla condivisione virtuale dell’energia prodotta e consumata all’interno della medesima configurazione. Tuttavia, la crescente penetrazione delle fonti rinnovabili e la necessità di bilanciare produzione e consumi aprono prospettive ulteriori.
Accumuli, gestione intelligente della domanda, demand response e servizi ancillari possono consentire alle CER di assumere un ruolo più attivo nella gestione dei flussi energetici.
Per farlo, però, è necessario coordinare risorse che oggi sono spesso gestite individualmente: impianti fotovoltaici, batterie domestiche, sistemi di accumulo aziendali e dispositivi di gestione dei consumi.
È proprio qui che la federazione può diventare strategica. Una struttura capace di aggregare più comunità e coordinare le risorse distribuite può creare le condizioni organizzative e tecnologiche per sviluppare nuovi servizi energetici e valutare l’accesso ai mercati della flessibilità.

L’esempio di Heiwit: batterie intelligenti al servizio della comunità
Tra i contributi più concreti della giornata, particolare attenzione è stata dedicata alla dimostrazione presentata da Heiwit, azienda specializzata in sistemi di accumulo a batterie agli ioni di sodio e inverter ibridi.
Il caso illustrato dal CEO founder Alessandro Gallani ha affrontato una questione molto specifica: come aumentare l’energia effettivamente condivisa all’interno di una CER utilizzando le batterie già installate presso le abitazioni dei produttori?
Normalmente, una batteria domestica viene gestita per massimizzare l’autoconsumo della singola utenza. Quando l’impianto fotovoltaico produce energia in eccesso, generalmente nelle ore centrali della giornata, la batteria si ricarica fino a raggiungere la propria capacità massima. L’eventuale produzione ulteriore viene immessa in rete, mentre nelle ore serali, quando i consumi della comunità possono essere più elevati, l’accumulo continua a servire esclusivamente l’abitazione presso cui è installato.
La piattaforma AI-Care di Heiwit propone un approccio differente: anziché considerare esclusivamente i consumi della singola abitazione, prende in considerazione il profilo aggregato dei consumi dei membri della CER.
In questo modo, il sistema può decidere, ora per ora, quando accumulare energia e quando renderla disponibile, coordinando il comportamento delle batterie con le necessità complessive della comunità.
Il risultato potenziale è un maggiore allineamento tra produzione e consumi dei membri della CER e, conseguentemente, una maggiore quantità di energia condivisa e di incentivo associato, senza dover necessariamente installare nuovi impianti o aumentare la capacità delle batterie esistenti.
Durante l’incontro è stata illustrata una simulazione animata di una giornata tipo, confrontando il funzionamento di un medesimo sistema di accumulo in modalità di autoconsumo tradizionale e con la gestione intelligente di AI-Care. Il confronto mostra come possa cambiare la quantità di energia condivisa attraverso una diversa strategia di gestione.
L’esempio evidenzia un aspetto fondamentale per il futuro delle CER: la disponibilità delle batterie distribuite è importante, ma altrettanto importante è la capacità di coordinarle attraverso piattaforme digitali e sistemi intelligenti.
La tecnologia, quindi, non rappresenta soltanto uno strumento per ottimizzare i singoli impianti, ma può diventare un elemento abilitante per la gestione di comunità energetiche più ampie e interconnesse.

Dati, piattaforme e competenze: le infrastrutture della CER del futuro
Il tema dell’innovazione tecnologica è stato approfondito anche nella sessione dedicata a dati, piattaforme, competenze e modelli di servizio, moderata da Francesco Meneghetti di Energeea.
La crescente complessità delle configurazioni energetiche richiede infatti strumenti capaci di raccogliere e interpretare i dati di produzione e consumo, effettuare previsioni e coordinare le risorse disponibili.
L’intelligenza artificiale, le piattaforme digitali e i sistemi di gestione energetica possono contribuire a sviluppare modelli operativi più efficienti, nei quali le singole risorse vengono considerate come parti di un sistema più ampio.
Accanto alla componente tecnologica, emerge però la necessità di costruire nuove competenze e strutture di servizio. La federazione deve poter contare su professionalità ingegneristiche, giuridiche, economiche e amministrative, oltre che su soggetti in grado di gestire i rapporti con gli operatori energetici e con il mercato.
La sfida non riguarda quindi soltanto l’installazione di nuove tecnologie, ma la costruzione di un’infrastruttura organizzativa capace di farle funzionare insieme.
Il contributo delle istituzioni: una transizione energetica anche economica e sociale
La dimensione istituzionale del confronto ha sottolineato come l’evoluzione delle CER non possa essere considerata esclusivamente una questione tecnologica.
Nel corso della tavola rotonda conclusiva, Paolo Pirani, consigliere del CNEL e rappresentante del Tavolo TENVAL, ha evidenziato come la transizione energetica costituisca anche una trasformazione economica e sociale, capace di ridefinire filiere produttive, competenze e rapporti tra territori e centri decisionali.
Le Comunità Energetiche Rinnovabili possono rappresentare uno strumento concreto per rendere questo cambiamento più vicino alle persone, favorendo modelli di sviluppo nei quali cittadini, imprese e amministrazioni locali partecipano direttamente alla produzione e alla gestione dell’energia.
La federazione può rafforzare ulteriormente questa dimensione, creando strutture capaci di dialogare con la Pubblica Amministrazione, valorizzare il patrimonio pubblico e trattenere sui territori una quota crescente del valore generato.

Una roadmap condivisa per le CER italiane
La giornata di Milano ha riunito competenze e prospettive differenti, affrontando la federazione delle CER da diversi punti di vista: governance, modelli giuridici, flessibilità, servizi energetici, innovazione tecnologica e sostenibilità economica.
L’intervento del professor Sergio Olivero, Responsabile Finance & Business Innovation dell’Energy Center del Politecnico di Torino e Coordinatore dei Tavoli IFEC per le CER: il filo conduttore è la necessità di costruire modelli replicabili, capaci di superare la frammentazione senza compromettere l’autonomia delle singole comunità.
Il lavoro del Tavolo IFEC si inserisce proprio in questo percorso: individuare le condizioni organizzative, tecnologiche e regolatorie necessarie per accompagnare le CER verso una nuova fase di sviluppo.
La prospettiva è quella di un sistema nel quale le comunità non siano più soltanto configurazioni locali che condividono energia, ma nodi di una rete più ampia, in grado di aggregare produzione, consumi, accumuli e competenze per partecipare attivamente all’evoluzione del sistema energetico.
Il futuro delle CER potrebbe quindi dipendere sempre meno dalla capacità delle singole comunità di operare isolatamente e sempre più dalla loro capacità di collaborare. Federare significa trasformare tante realtà territoriali in una forza comune, capace di generare nuove opportunità energetiche, economiche e sociali.

Link Utili:
Guarda il video dell’evento completo: https://www.youtube.com/watch?v=r9KLhYJPozE
Guarda la pagina dell’evento: https://www.cerinrete.it/federare-le-cer/

