In elaborazione la RED IV: la nuova direttiva sulle rinnovabili per il 2040

La direttiva, che entrerà forse in vigore nel 2029, è nella fase “calda” di elaborazione

La RED IV (Renewable Energy Directive IV) sarà la prossima revisione della direttiva europea sulle energie rinnovabili che definirà il quadro normativo per il periodo post-2030, con l’obiettivo di allineare la legislazione energetica al target climatico del 90% di riduzione delle emissioni di gas serra entro il 2040 rispetto ai livelli del 1990. Al momento, la direttiva è ancora in fase di elaborazione da parte della Commissione europea e non esiste un testo legislativo formale, ma sono emerse diverse posizioni e linee guida che delineano le possibili direzioni della futura normativa.

Contesto normativo attuale: la RED II e la RED III

Per comprendere la RED IV, è utile ricordare che la DIRETTIVA (UE) 2018/2001 (conosciuta anche come RED II, Renewable Energy Directive II) è la norma europea che stabilisce il quadro comune per la promozione dell’energia da fonti rinnovabili nell’UE e fissa un obiettivo vincolante di almeno 32% di energia rinnovabile sul consumo finale energetico dell’Unione entro il 2030. Questa direttiva introduce per la prima volta a livello UE una definizione armonizzata di “comunità di energia rinnovabile” (CER) e obbligando gli Stati membri a rimuovere le barriere normative e a garantire condizioni favorevoli per il loro sviluppo.

la RED III (Direttiva UE 2023/2413) invece è entrata in vigore il 21 novembre 2023 e fissa obiettivi vincolanti per il 2030: 42,5% di energie rinnovabili sul consumo energetico finale lordo dell’UE. Vengono anche delineati dei sotto-obiettivi specifici per settori (trasporti, industria, edilizia, riscaldamento/raffreddamento) e procedure di autorizzazione accelerate per progetti rinnovabili (tra cui le Comunità Energetiche). L’Italia ha recepito la RED III con il D.Lgs. 9 gennaio 2026, n. 5, entrato in vigore il 4 febbraio 2026.

Stato di avanzamento della RED IV

La Commissione europea sta preparando la proposta RED IV parallelamente alla definizione del quadro climatico post-2030. I negoziati sono accesi: 15 Stati membri (Italia compresa) stanno attualmente spingendo per obiettivi energetici flessibili, opponendosi a quote troppo vincolanti. Nel frattempo, i settori industriali chiedono a gran voce semplificazioni. Ad esempio, il comparto del biometano richiede un sistema di certificazione unico in tutta l’UE, mentre le associazioni di mercato puntano su una maggiore integrazione e segnali di prezzo trasparenti Il percorso prevede sia la valutazione dei progressi; la Commissione monitora periodicamente l’attuazione dei Piani Nazionali per l’Energia e il Clima (PNEC) e i progressi verso il target del 42,5% al 2030 Consultazioni con gli Stati membri: la Commissione ha avviato dialoghi con i governi nazionali per raccogliere posizioni sul target 2040. La proposta formale della RED IV dovrebbe essere presentata dalla Commissione nella seconda metà del 2026 o nel 2027, dopo le elezioni europee.

Temi energetici chiave per il 2040 e COMUNITÀ ENERGETICHE RINNOVABILI

Le nuove tecnologie e la situazione di politica internazionale che il nostro continente sta attraversando sono delle influenze che vanno tenute in considerazione. Tra i temi principali, troviamo:

Idrogeno rinnovabile
L’idrogeno rinnovabile (anche chiamato idrogeno verde) è un vettore energetico pulito e strategico per l’Europa. Si ottiene attraverso l’elettrolisi dell’acqua (H₂O), un processo che scinde l’acqua in idrogeno e ossigeno sfruttando l’energia elettrica prodotta esclusivamente da fonti rinnovabili come il solare e l’eolico. Il suo utilizzo genera solo vapore acqueo.
La RED IV dovrebbe ridefinire il ruolo dell’idrogeno nel mix energetico europeo, ma attualmente è uno dei nodi più controversi. La Commissione sta valutando un passaggio da target prescrittivi a un framework più technology-neutral, che riconosca i diversi percorsi di decarbonizzazione. L’Italia ha recentemente ottenuto l’approvazione della Commissione per un regime di aiuti di Stato da 6 miliardi di euro per la produzione di idrogeno rinnovabile, attivo fino al 31 dicembre 2029. Questa posizione riflette le pressioni di Stati membri come la Francia, che ha ottenuto il riconoscimento dell’idrogeno low-carbon prodotto da nucleare nei criteri della RED III, nonostante la direttiva formalmente escluda l’energia atomica. Il cuore del dibattito riguarda l’addizionalità delle rinnovabili. I criteri attuali richiedono che l’idrogeno rinnovabile sia prodotto da capacità rinnovabile aggiuntiva rispetto a quella esistente, per evitare che gli elettrolizzatori cannibalizzino la potenza verde già installata. Tuttavia, questa regola crea tensioni tra l’esigenza di accelerare la creazione di economie di scala e la necessità di garantire che l’aumento degli elettrolizzatori non comprometta gli obiettivi di decarbonizzazione del sistema elettrico. Un altro punto critico è la fattibilità economica. La RED III richiede 2,9 milioni di tonnellate all’anno di idrogeno RFNBO entro il 2030, il che implica circa 71 miliardi di euro di spese in investimenti. Questa cifra ha sollevato preoccupazioni sulla sostenibilità finanziaria del target, specialmente in un contesto di prezzi energetici volatili e incertezze geopolitiche. Sarà necessario quindi capire come bilanciare ambizione climatica e realismo economico.

Biomasse e biocarburanti
Il 13 gennaio 2026 il Parlamento europeo ha ospitato un confronto dedicato al ruolo dei biocombustibili sostenibili nella transizione energetica dei trasporti. La discussione si è inserita in una fase cruciale del percorso normativo europeo. Il 5 novembre 2025 il Consiglio Ue ha raggiunto un accordo sulla legge Clima, confermando il target di riduzione del 90% delle emissioni di gas serra al 2040 rispetto ai livelli del 1990. Tra gli elementi più rilevanti figurano il riconoscimento dei combustibili rinnovabili, la possibilità di ricorrere fino al 5% a crediti di carbonio internazionali di alta qualità e l’inclusione delle rimozioni di carbonio permanenti e domestiche nel sistema EU ETS (Emission Trading System, ovvero il sistema che permette di acquistare e vendere le quote di emissione).
La sostenibilità della biomassa rimane un tema controverso. Il Parlamento europeo ha recentemente adottato (8 luglio 2026) un’obiezione alla proposta della Commissione di tagliare gradualmente il contributo dei biocarburanti da colture ad alto rischio di cambiamento indiretto di destinazione d’uso dei terreni (come soia e olio di palma). La RED IV dovrà quindi bilanciare i criteri di sostenibilità rafforzati con il riconoscimento dei combustibili rinnovabili.

Elettrificazione dei trasporti
L’elettrificazione del trasporto pubblico è un tema invece già consolidato. Le organizzazioni ambientaliste spingono per una RED IV che rafforzi l’elettrificazione come percorso centrale per la decarbonizzazione dei trasporti stradali, aerei e navali, riducendo progressivamente la dipendenza dai biocarburanti. Il 17 giugno 2026 il Parlamento Europeo ha affrontato il tema in un dibattito che ha coinvolto anche la Commissione, ma non si è giutni a delle risoluzioni.

Riscaldamento e raffreddamento rinnovabile
Il tema del riscaldamento e il raffreddamento rinnovabile riguardando tutte quelle tecnologie che producono caldo in inverno e fresco in estate usando fotni di energia naturali e inesauribili. Stiamo parlando delle pompe di calore, dell’energia geotermica, dei pannelli solari termici e la biomassa. Il settore del riscaldamento e raffreddamento, che rappresenta circa la metà del consumo energetico nell’Unione Europea, è al centro di un importante dibattito normativo. La Commissione europea ha adottato documenti di orientamento specifici per supportare gli Stati membri nel recepimento delle disposizioni della RED relative all’energia termica, con particolare attenzione al teleriscaldamento e teleraffreddamento efficienti.

Applicazioni industriali per le rinnovabili
Questo tema è il più difficilmente superabile per la transizione energetica: il settore industriale presenta esigenze energetiche specifiche, con processi ad alta intensità termica che richiedono temperature elevate difficili da raggiungere con l’elettrificazione diretta. La Commissione europea ha lanciato un piano di azione per l’elettrificazione nel primo trimestre del 2026, con l’obiettivo di aumentare la quota di elettricità nel consumo energetico finale al 32% entro il 2030. Questo piano include misure specifiche per accelerare l’elettrificazione cost-effective nell’industria, attraverso investimenti in produzione di energia pulita e flessibilità della rete.

Comunità Energetiche Rinnovabili: un enorme potenziale ancora da sfruttare!
Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) sono emerse come uno dei temi più rilevanti del dibattito europeo sulle rinnovabili. La Corte dei conti europea ha pubblicato nel marzo 2026 una relazione speciale che fotografa un potenziale enorme ma ancora largamente inespresso. Il report evidenzia come i cittadini potrebbero produrre metà dell’energia da fonti rinnovabili necessaria per raggiungere l’obiettivo di neutralità climatica, ma solo se le istituzioni europee e gli Stati membri rimuovono le barriere esistenti.
La Raccomandazione (UE) 2026/1007 ha previsto semplificazioni, sostegno economico per i nuovi investimenti e sportelli unici per gestire le pratiche, con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo delle CER. Tuttavia, la relazione della Corte dei conti ha bocciato l’operato di Bruxelles, evidenziando un obiettivo flop e mandando messaggi molto chiari sugli aggiustamenti necessari.
Il dibattito si concentra su diversi aspetti: accesso semplificato alle reti, riconoscimento del valore multifunzionale delle CER (non solo produzione energetica ma anche coesione sociale e lotta alla povertà energetica), e integrazione con politiche di sviluppo locale. Le organizzazioni di settore chiedono che la RED IV rafforzi il quadro normativo per le CER, con meccanismi di sostegno dedicati e obiettivi specifici che riconoscano il loro contributo alla transizione energetica distribuita.

Prossime tappe
Settembre 2026: Conferenza di settore su “Preparing for RED IV” a tema riscaldamento, industria e comunità rurali
Seconda metà 2026/inizio 2027: Attesa proposta formale della Commissione
2027-2028: Processo di codecisione Parlamento-Consiglio
2029: Entrata in vigore (se i tempi fossero simili alla RED III)

Link utili:
Obiettivo di riduzione per il 2040: https://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20260205IPR33620/legge-ue-sul-clima-obiettivo-di-riduzione-delle-emissioni-del-90-entro-il-2040

https://www.eunews.it/2025/05/28/ue-target-clima-2030-emissioni-2040/

https://ec.europa.eu/commission/presscorner/api/files/attachment/877503/Factsheet%20Europe%E2%80%99s%202040%20climate%20pathway_it.pdf

RED II: https://eur-lex.europa.eu/eli/dir/2018/2001/oj/ita
RED III:https://eur-lex.europa.eu/IT/legal-content/summary/renewable-energy.html
Dibattito tra i paesi membri: https://www.rinnovabilieu.com/regulations-markets/eu-renewable-energy-target-2040-red-iv/
Applicazioni industriali per le Rinnovabili: https://www.europarl.europa.eu/legislative-train/carriage/electrification-action-plan/report?sid=10001
Idrogeno Rinnovabile: https://capstonedc.com/insights/the-european-commissions-hydrogen-pivot/
Framework Rinnovabile: https://capstonedc.com/insights/the-european-commissions-hydrogen-pivot/
Biomasse e Biocarburanti: https://www.thewatcherpost.it/trasporti/biocombustibili-ue-limite-c02-regulation/
Piano per l’elettrificazione dei trasporti: https://www.europarl.europa.eu/news/en/agenda/plenary-news/2026-06-15/11/transport-sector-resilience-and-electrification-action-plan
La Raccomandazione (UE) 2026/1007 https://www.infobuildenergia.it/wp-content/uploads/2026/05/raccomandazioni-UE-CER.pdf
Relazione della Corte dei Conti sul potenziale inespresso delle CER:https://www.eca.europa.eu/it/publications/sr-2026-10

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Luigi Melzani