È scaduto il tempo per la richiesta del contributo del 40%: e ora?

Finisce la disponibilità di richiedere il contributo a fondo perduto del 40%: cosa cambia dopo il 30 novembre e quali incentivi già conosciamo del 2026
Il 30 novembre ha segnato la scadenza ufficiale del contributo a fondo perduto del 40% destinato all’installazione di nuovi impianti fotovoltaici all’interno delle Comunità Energetiche Rinnovabili. Un incentivo che ha permesso a molti cittadini, imprese ed enti pubblici di avvicinarsi alla produzione di energia pulita, riducendo al tempo stesso i costi iniziali di installazione. Dalle CER di CER in Rete sono arrivate oltre 500 richieste di contributo del 40%, un primato del nostro Paese che consentirà ai nostri oltre 3400 soci di scambiare ancora più energia.
Ora che abbiamo superato la fatidica data, il fondo non è più disponibile nelle modalità viste finora, e resta da chiarire con il MASE il significato del ridimensionamento del fondo da 2,2 miliardi a 800 milioni (vedere i link in fondo alla pagina per approfondimenti). Questo però non significa che finiranno le opportunità: il percorso delle comunità energetiche continuerà a essere sostenuto anche nei prossimi anni da nuovi strumenti e incentivi.
Secondo le anticipazioni istituzionali e le misure già in fase di definizione, il 2026 porterà infatti due importanti leve di sostegno per chi desidera installare un impianto fotovoltaico o ampliare quello esistente: il Conto Termico e le agevolazioni previste dalla Legge di Bilancio 2026.
Il Conto Termico rappresenterà un contributo economico diretto, erogato dal GSE, che permetterà di recuperare una parte significativa della spesa sostenuta entro pochi mesi dall’attivazione dell’impianto. È un meccanismo snello, senza graduatorie e con tempistiche di rimborso generalmente rapide, ma che consente l’installazione di impianti fotovoltaici solamente se abbinati alla sostituzione dell’impianto di climatizzazione con pompa di calore.
Parallelamente, la Legge di Bilancio 2026 introdurrà un sistema di ammortamento agevolato, pensato per rendere più conveniente l’investimento da parte di famiglie, imprese e amministrazioni pubbliche. Questo strumento consentirà di distribuire il costo dell’impianto su più anni, riducendo l’impatto iniziale e favorendo una diffusione ancora più ampia delle energie rinnovabili nel Paese.
La fine del contributo al 40% non rappresenta quindi un punto di arrivo, ma una fase di transizione verso un nuovo ciclo di opportunità. Seppure la decisione del ridimensionamento ha sollevato numerose critiche da parte delle CER di tutto il paese, il MASE afferma testualmente: “Il Ministero, infine, si farà parte attiva nel ricercare ulteriori risorse alle CER, in caso di fabbisogno, sia attraverso l’eventuale rifinanziamento della misura, sia tramite il ricorso ad altri piani di investimento nazionali o europei”. Anche l’Unione Europa si sta dando da fare per incentivare la transizione energetica e raggiungere gli obiettivi dell’agenda 2030. Le Comunità Energetiche continueranno a crescere e a offrire vantaggi economici, ambientali e sociali, sostenute da un quadro di incentivi che, anche nel prossimo futuro, renderà sempre più accessibile la produzione condivisa e locale di energia pulita.

Link utili:
La comunicazione del 26 novembre del MASE sul ridimensionamento: https://www.mase.gov.it/portale/-/cer-mase-risorse-riallineate-al-fabbisogno-effettivo-della-misura?p_l_back_url=%2Fportale%2Fricerca%3Fr%3D40%2525
La transizione energetica a rischio per l’Italia: https://www.repubblica.it/green-and-blue/2025/11/26/news/energia_cer_taglio_fondi-425005513/

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Luigi Melzani