Dall’Unione Europea 1 milione di euro per le CER

Un riconoscimento europeo destinato alle CER che abbiano adottato e applicato modelli di governance con una marcata impronta sociale. Il fondo complessivo ammonta a un milione di euro e la data ultima per presentare la candidatura è fissata al 25 giugno 2026.
La attuale situazione delle CER
In tutta Europa, le comunità energetiche rinnovabili (CER) stanno trasformando profondamente il modo in cui i cittadini producono, condividono e amministrano l’energia pulita. Riuniscono persone, enti locali e imprese con l’obiettivo di generare e gestire energia da fonti rinnovabili — come solare, eolica o idroelettrica — all’interno dei propri territori.
Attraverso la proprietà e la gestione collettiva delle risorse energetiche, i membri partecipano sia ai benefici sia alle responsabilità di un sistema energetico più democratico. Attualmente, in Europa operano migliaia di CER che coinvolgono quasi un milione di persone.
Restano però alcune criticità ancora aperte, tra cui la complessità del quadro normativo, l’accesso limitato ai finanziamenti e la necessità di modelli di governance capaci di coniugare efficienza e inclusione.
La dimensione sociale — ossia il modo in cui le comunità assumono decisioni collettive, distribuiscono i benefici e coinvolgono i diversi stakeholder — rappresenta spesso l’elemento determinante per il successo (o l’insuccesso) nel lungo periodo.
Un premio per le realtà più virtuose
In questo contesto, la Commissione europea ha istituito un premio volto a valorizzare le comunità che stanno sperimentando modalità innovative di organizzazione e gestione del proprio futuro energetico condiviso.
Il riconoscimento sarà assegnato a dieci comunità energetiche considerate “eccezionali” per aver sviluppato modelli di governance creativi, inclusivi ed efficaci.
Potranno essere premiate, ad esempio, le realtà che abbiano introdotto nuovi processi decisionali partecipativi, sistemi equi di ripartizione dei benefici o strutture collaborative innovative tra cittadini, amministrazioni locali e imprese del territorio. L’iniziativa intende valorizzare approcci pionieristici capaci di assicurare equità nella partecipazione, elevati livelli di trasparenza e una collaborazione strutturata, contribuendo così alla costruzione di sistemi energetici resilienti e guidati dai cittadini.
Premiando la qualità della governance e la gestione delle risorse rinnovabili, il concorso punta inoltre a stimolare altre CER a migliorare le proprie pratiche organizzative e operative, promuovendo l’innovazione sociale.
I quattro criteri di valutazione
Le CER partecipanti dovranno dimostrare di soddisfare quattro criteri principali.
Il primo riguarda l’inclusività della governance, con particolare attenzione all’equilibrio di genere, alla varietà della composizione dei membri e alle strategie adottate per ridurre le disuguaglianze.
Il secondo criterio concerne i processi interni di governance, includendo aspetti quali il ricorso a strumenti finanziari innovativi, i meccanismi di rappresentanza, il coinvolgimento attivo dei membri e la collaborazione con le autorità locali.
Il terzo criterio valuta il contributo alla transizione energetica a livello regionale e locale, con riferimento ai collegamenti con i piani territoriali e alle iniziative connesse alle politiche regionali.
Infine, il quarto criterio prende in esame ulteriori elementi innovativi, come l’integrazione della CER nel sistema energetico complessivo, la coerenza con i piani locali per l’energia sostenibile e il clima o con altre strategie ambientali pertinenti.
Tempistiche e premi
Ogni criterio sarà oggetto di valutazione con attribuzione di un punteggio; le candidature saranno quindi classificate in base al punteggio complessivo da una giuria di esperti specializzati nel settore delle CER.
Il montepremi totale è di un milione di euro, da distribuire fino a un massimo di dieci vincitori secondo questa ripartizione:
1° posto: 350.000 €
2° posto: 200.000 €
3° posto: 100.000 €
Dal 4° al 10° posto: 50.000 €
Il bando, aperto il 20 gennaio 2026, prevede come termine ultimo per la presentazione delle candidature il 25 giugno 2026. L’annuncio dei risultati è previsto tra novembre e dicembre 2026.
Le domande devono essere compilate e trasmesse online attraverso l’apposito portale della Commissione europea.
Per maggiori informazioni, vai al portale
Requisiti di ammissibilità
Le CER candidate possono assumere qualsiasi forma giuridica — associazione, cooperativa, partnership, ente senza scopo di lucro o società a responsabilità limitata — ma sono ammesse esclusivamente le comunità che, al 1° gennaio 2026, contavano non più di 10.000 membri.
Inoltre, devono rientrare nelle definizioni europee di “comunità di energia rinnovabile” o “comunità energetica dei cittadini”, come stabilito rispettivamente in:
articolo 2, paragrafo 16, della direttiva (UE) 2023/2413 del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 ottobre 2023, che modifica la direttiva (UE) 2018/2001;
articolo 2, paragrafo 11, della direttiva (UE) 2019/944 del Parlamento europeo e del Consiglio del 5 giugno 2019, relativa alle norme comuni per il mercato interno dell’energia elettrica.
Possono partecipare anche le persone giuridiche costituite come comunità transfrontaliere.
Obiettivo del premio
Dal portale: “Premiando la struttura di governance innovativa delle Comunità Energetiche e la gestione di un impianto RET (Renewable Energy Technology), il premio intende incoraggiare altre Comunità Energetiche a migliorare le proprie attività operative e di implementazione, promuovendo al contempo l’innovazione nel rispetto degli obiettivi climatici. Inoltre, il riconoscimento fungerà da esempio e fonte di ispirazione anche per altre tipologie di comunità affinché si trasformino in comunità energetiche, accelerando il percorso di quelle già in fase di costituzione o sviluppo.”
È chiaro che l’idea dell’Unione è che il premio dovrebbe contribuire agli obiettivi più ampi della Missione dell’UE sulle Città a Impatto Climatico Zero e Intelligenti, dimostrando come le comunità energetiche possano svolgere un ruolo centrale nel raggiungimento della neutralità climatica a livello urbano. Integrando le proprie attività all’interno di strategie strutturate già esistenti per la neutralità climatica, come i Climate City Contracts, tali comunità aiuteranno le città a evolvere verso contesti urbani più sostenibili e resilienti.
