Assemblea nazionale di CER in Rete: criticità sul PNRR, ritardi del GSE e lettera alle istituzioni

Martedì 16 dicembre alle ore 18:00 si è svolta l’assemblea dell’associazione nazionale CER in Rete, un incontro molto partecipato che ha affrontato sia lo stato di avanzamento delle Comunità Energetiche Rinnovabili sia le crescenti criticità legate alla gestione degli incentivi e ai rapporti con il GSE.
Ad aprire i lavori è stato Marco Curi, vicepresidente dell’associazione, che ha salutato i presenti e introdotto Roberto Gregori, chiamato a fare il punto sulla situazione generale delle CER seguite da CER in Rete.
I numeri e i risultati, ma anche le criticità
Nel suo intervento, Gregori ha ringraziato i soci e il team dell’associazione, illustrando i numeri raggiunti: il totale delle CER seguite, il numero complessivo dei soci e il caso della CER del Luinese, attualmente la più grande. Ha ricordato come CER in Rete sia formalmente nata nel marzo 2025, pur seguendo le Comunità Energetiche da molto tempo prima, grazie a un lavoro costante sul territorio.
Accanto ai risultati, però, sono emerse con forza numerose criticità, che hanno portato l’associazione a decidere di scrivere una lettera indirizzata a Paolo Arrigoni e al MASE, per chiedere chiarimenti e risposte puntuali.
Il nodo centrale riguarda le risorse del PNRR: la riduzione da 2,2 miliardi a 795 milioni di euro, comunicata di fatto tramite un post su LinkedIn, ha generato forte preoccupazione. Gregori ha sottolineato come, al 30 novembre, il totale delle richieste avesse in realtà superato il miliardo di euro, rendendo poco chiaro se tutte le domande presentate verranno effettivamente accolte. Alcune richieste inoltrate già nel mese di marzo risultano ancora senza risposta.
I ritardi accumulati hanno avuto effetti concreti: molti soggetti non sono riusciti a presentare domanda in tempo o si sono allontanati dallo strumento. Sono stati citati casi di impianti allacciati a dicembre 2024 che oggi non possono rendicontare per ottenere il contributo del 40%, con evidenti disagi per aziende e cittadini.
Una situazione che, secondo Gregori, ha minato la credibilità delle CER come strumento di transizione energetica. Da qui una domanda rimasta senza risposta: quando verrà finalmente aperto il portale della rendicontazione?
È stata ricordata anche la modifica introdotta negli ultimi mesi, che consente di iniziare i lavori anche in assenza di risposta ufficiale o di CUP. Tuttavia, molte domande presentate non risultavano comunque coperte finanziariamente, rendendo la misura di fatto inefficace in numerosi casi.
Qualificazioni bloccate e anomalie sui dati GSE
Proseguendo, Gregori ha ricordato che la prima CER qualificata lo scorso anno è stata Lograto, seguita da una seconda comunità, dopo la quale sono iniziati i rallentamenti. Ad oggi CER in Rete è riuscita a qualificare altre cinque CER, mentre diverse risultano momentaneamente ferme per motivi ritenuti futili, come l’impossibilità per il GSE di registrare alcuni cittadini stranieri in base alla provenienza. Un problema che può generare ritardi di 20–30 giorni.
Ulteriore elemento critico riguarda le tariffe riconosciute: le CER che già ricevono il contributo si vedono accreditare la stessa cifra ogni mese, con il GSE che conteggia costantemente 3 kW, un dato che Gregori ha definito chiaramente non realistico. Sul punto è intervenuta anche Nicoletta Tomasoni, entrando nel merito della questione.
Nonostante le difficoltà, CER in Rete ha ribadito con forza la propria convinzione: le Comunità Energetiche restano lo strumento migliore per costruire un sistema energetico diffuso e non centralizzato, con l’obiettivo di favorire l’installazione del maggior numero possibile di impianti.
Moltiplicare il numero di soci dotati di impianto rappresenta un beneficio strutturale, al di là degli incentivi. Anche in assenza di contributi pubblici, le CER hanno un futuro, a condizione di organizzarsi nel modo più efficace possibile.
Rinnovo delle cariche e prossima assemblea
Il secondo punto all’ordine del giorno ha riguardato il rinnovo delle cariche societarie. Il consiglio direttivo è infatti scaduto e Marco Curi, in qualità di vicepresidente, ha gestito la riunione ringraziando Alfredo Bonetti per il lavoro svolto.
Il direttivo si è confrontato e ha espresso disponibilità a proseguire con gli incarichi attuali. È stata inoltre annunciata la prossima assemblea nazionale in presenza, prevista per il 13 marzo ad Arcore. La proposta è stata quella di eleggere un consiglio direttivo con mandato di tre mesi.
Gianfranco Malagola, presidente della CER del Luinese, ha ribadito i ringraziamenti e ha invitato chiunque fosse disponibile a unirsi al direttivo. Anche Gianluca Serra ha confermato la propria disponibilità. L’assemblea ha quindi approvato all’unanimità la proposta.
Lettera al GSE e comunicazione ai soci
La terza parte dell’Assemblea è stata dedicata allo studio operativo della lettera alle istituzioni. CER in Rete ha intenzione di far sentire la propria voce direttamente al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e di amplificarne la portata tramite più canali di informazione. Il consiglio direttivo ha confermato, sottolineando l’importanza che tutti sappiano che CER in Rete ha posto ufficialmente queste domande al ministro e al presidente.
L’assemblea ha visto numerosi interventi a favore di una massima amplificazione mediatica della lettera destinata al GSE. L’indignazione è stata definita alta, ma da condividere in modo costruttivo: l’obiettivo non è individuare colpevoli, bensì ottenere i compensi e le risorse che erano state garantite, e che non possono essere ridotte di miliardi attraverso una comunicazione informale.
È stata infine avanzata la proposta di comunicare con maggiore continuità e trasparenza con i soci, aggiornandoli costantemente su quanto sta accadendo e sulle azioni intraprese dall’associazione.

